Svegliarsi con la musica del Mac

awaken Vs aurora Vs alarm

Avete il vostro fidato Mac in camera? Avete mai pensato di potervi svegliare con una bella sinfonia invece del fastidiossimo suono della sveglia?
Ora è possibile grazie ad alcuni software come Awaken, Aurora e Alarm Clock pro.

Alarm Clock Pro è il primo programma sveglia da analizzare. Iniziamo con il dire che la funzione principale la fa a dovere, ci sveglia con la nostra libreria di iTunes!
E’ possibile configurare innumerevoli sveglie o eventi a cui associare delle azioni: per esempio vogliamo che all’ora impostata venga controllata la posta, mettere il computer in stop, eseguire gli script di manutenzione, visualizzare un sito web, e molto molto altro…

alarmclockpro

Awaken, software dedicato alla sola funzione di sveglia: che svolge egregiamente!
Dotato dell’utilissima funzione di backup che, nel caso iTunes abbia qualche problema, provvede comunque a svegliarci…ed è utile.
Altra utile funzione di questo software è la modalità Full Screen che permette di vedere l’ora e la canzone in play a pieno schermo quando suona la sveglia, invece di una ridotta finestra, poco visibile da lontano!
Ultima cosa e sempre comodissimo, la compatibilità con l’Apple Remote che permette, qual’ora non ci si volesse alzare dal letto, di alzare/abbassare il volume e di cambiare canzone!

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Aurora è l’unico dei tre software presentati ad essere free e, come Alarm Clock Pro, permette di associare diverse azioni ai vari eventi programmati. Per esempio è possibile, se si è dotati di un ricevitore TV, essere svegliati dal programma preferito!
Il software è compatibile con l’Apple Remote ed è localizzato in italiano.

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Nokia e Mac convivenza facile

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Finalmente Nokia si è svegliata ed ha aperto gli occhi verso il mondo Mac!
Fino adesso, per poter sincronizzare il proprio Nokia con il Mac, l’unica strada percorribile era l’iSync (quando compatibile!).
Per esperienza posso comunque dire che già nativamente iSync è pienamente compatibile con i miei Nokia N70 e 6630 ma solo per quanto riguarda la sincronizzazione dei contatti e degli eventi del calendario.
Ora invece la Nokia ha messo a disposizione diversi
plug-in per iSync e anche un paio di software dedicati alla gestione dei contenuti multimediali.
Per il collegamento Nokia-Mac ho sempre utilizzato l’interfaccia bluetooth e posso dire che va alla grande (a differenza di windows che mi si impallava via bluetooth!), il cavo usb non l’ho mai utilizzato.
I due nuovi software della Nokia sono il
Nokia Multimedia Transfer e Nokia Collector che permettono entrambi la gestione dei contenuti multimediali del nokia come foto, musica, video. Nokia Multimedia Transfer permette inoltre l’integrazione del cellulare con iTunes e iPhoto. Direi che è un bel passo avanti per i cellulari nel mondo Mac!

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Su eBay con iSale

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Avete mai pensato di svuotare la vostra camera da tutti gli oggetti che non utilizzate più?
Avete deciso di cambiare il vostro pc, magari per passare al Mac, e non sapere cosa farvene di quello vecchio?
Avete mai pensato di vendere tutto su ebay?
Ci sono molte persone scettiche ad utilizzare eBay perché purtroppo non ci sono solo persone oneste al mondo! ma vi posso assicurare che con un pò di accortezza non si rischia nulla, io sono circa 3 anni che compro e vendo quasi esclusivamente tramite eBay ed a oggi, con circa 300 transazioni, non ho mai ricevuto (ne dato!) fregature!
Bene, se le transazioni in internet non vi spaventano più di tanto, ci sono alcuni software per velocizzare tutte quelle operazioni che altrimenti sarebbero noiose da espletare on-line.
Uno di questi software per Mac è iSale della
Eqiunux Software (si si, la stessa che distribuisce MediaCentral!). Personalmente utilizzo questo software da un paio di anni e non posso che parlarne bene: ci sono moltissimi template per le inserzioni, si possono scegliere i metodi di pagamento preferiti, quelli di spedizione, si può utilizzare uno spazio FTP per inserire numerose foto nell’inserzione senza pagare nulla a ebay, ecc ecc.
L’interfaccia è molto semplice tanto che è stata premiata per ben due volte come Apple Design Award nel 2005 e nel 2006!
Il programma è comodo perché oltre a fornire numerosi template per la creazione dell’inserzione, è anche ponssibile creare dei nuovi template autonomamente, grazie al manuale che spiega passo passo tutte le oparazioni da seguire senza bisogno di grosse conoscenze di programmazione.
Qui potete vedere quello che ho creato io per il mio negozio ebay.
Purtroppo una pecca c’è, nonostante il programma sia pienamente compatibile con eBay Italia (anche le la lingua è inglese), mancano diverse funzionalità aggiuntive come, per esempio, “Nuovo e Subito”.
Nonstante questo però ci sono anche diversi lati positivi oltre a quelli sopraelencati, le categorie di eBay si aggiornano automaticamente, sono disponibili diversi metodi di spedizione a livello nazionale come posta prioritaria, pacco celere 1, pacco celere 3, è possibile localizzare i propri acquirenti grazie a Google Maps, è possibile inserire le scadenze delle aste come eventi su iCal e molto, molto altro.
Diciamo che per un utilizzo medio di chi deve vendere i propri prodotti usati è più che comodo mentre per chi vuole spingersi un pò oltre troverà qualche limite fastidioso!
Purtroppo però di programmi simili non c’è una vasta scelta, le alternative che conosco sono GarageSale e AuctionGenie.

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iPhone UMTS sfumato?

Nonostante il promettente volantino della T-Mobile tedesca, il sogno di un iPhone UMTS a breve è sfumato. Infatti in questi giorni è stato presentato in Inghilterra l’iPhone (sotto il “monopolio” della O2) ma in versione EDGE e lo stesso è accaduto in Germania dove l’iPhone sarà in vendita dal 9 Novembre. Idem in Francia dove lo smartphone Apple verrà presentato il 29 Novembre.
Peccato… lo vedevo già tra le mie mani!

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iStat Menus

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In seguito ad un post apparso su insidetheapple ho deciso di farvi vedere come si presenta questo utilissimo software.
iStat menus, a differenza del fratello widget, si posiziona sulla barra superiore del nostro Mac ed è pertanto sempre visibile.
Si possono scegliere tutti i parametri che si vogliono controllare dal pannello preferenze visibile qui sotto.
istat

Questo è l’unico programma, tra quelli che ho provato (usavo una vecchia versione di iStat), che permette di monitorare la velocità delle ventole (nel caso del MacBook una sola) e le temperature di esercizio di diversi componenti, come disco, cpu, ecc.
Dato il calore che generano i nuovi Mac Intel, questi parametri sono molto utili e da tenere sott’occhio!
Di seguito alcuni screnshoots tratti dal mio MacBook:

fan
temps
net
hd
mem
cpu

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MMC Software: iTheatre

itheatre
iTheatre è un progetto iniziato nel 2005 da Ed Wolf e Greg Jurman co lo scopo di creare un’interfaccia media center per la piattaforma mac.
Il progetto ha annunciato la prima release nel gennaio 2006 per arrivare oggi alla versione 0.2.0. L’interfaccia grafica è molto semplice ma carina ed è possibile anche personalizzare i suoni e lo sfondo.

iTheatre è composto da 5 moduli (anche disattivabili): Musica, Foto, Video, DVD e Meteo. Le sezioni Musica, Video e Foto prelevano i dati direttamente da iTunes, dalla cartella Filmati e dalla libreria iPhoto rispettivamente.
Rispetto altri mediacenter, iTheatre offre anche le previsioni meteo ma purtroppo non permette la gestione di alcun ricevitore TV.
Altra particolarità di questo programma è la completa gestione dell’interfaccia sia tramite Apple Remote sia Wii Remote grazie a due plugin, eventualmente disattivabili.
Come già detto per CenterStage, anche questo software è una buona alternativa a Front Row ma è ancora troppo “giovane” per essere un media center completo.

Di seguito alcuni screenshot del software tratti dal sito del progetto.
menu

video

weather

Questo invece è il pannello di controllo del software…
general
La personalizzazione dello sfondo…
behavior
I moduli disattivabili…
modules
I plugins…
plugins

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Luce nella maniglia delle portiere

Materiale necessario:
- un led di colore rosso da 3mm con relativa resistenza
- 20 cm di filo elettrico
- un trapano con punta da 3mm
- cacciavite tipo Philips
- cacciavite Torx T20
- Pinze
- Stagnatore
- Tester
- Pistola colla a caldo

Iniziamo con lo smontaggio del pannello della porta come già riporta in altri post. Scolleghiamo tutte le connessioni elettriche ed il cavo d’acciaio della maniglia.
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Una volta staccata la maniglia dal pannello della porta (è tutto ad incastro), utilizziamo un trapano ed una punta da 3mm per forarlo come in foto.
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Guardando la parte frontale il risultato dovrebbe essere questo:
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Ora stagnamo il led con la sua resistenza e circa 5cm di filo.
Armiamoci di tester, giriamo la chiave della macchina (senza mettere in moto) e accendiamo le luci di posizione. Dobbiamo trovare i fili che ci interessano. Siccome io ho già fatto questo lavoro ma non mi ricordo da che fili ho preso corrente, tocca cercarli. Appena smonto il pannello per altri motivi aggiornerò il post con i fili corretti.
Dicevamo, abbiamo bisogno di trovare due fili che ci portino correte a macchina in moto e con i fanali accesi quindi, è necessario fare un po’ di prove con il test sulla spina di collegamento del comando degli specchietti elettrici. Ovviamente per questo lavoro è necessario una minima conoscenza elettronica (non poi molta perché nemmeno io ce l’ho ma sono riuscito comunque).
Trovati i fili, dobbiamo collegarli. Siccome questa non è una parte in movimento ma rimane ferma e nascosta dietro il pannello, la via più semplice è collegarsi sulla spina stessa del comando degli specchietti. Infatti basta solamente, una volta individuati i fili interessati, stagnarli sul retro della spina. L’unica cosa, la prossima volta che si smonterà il pannello, bisognerà stare attenti a non tirare troppo il filo…
Una volta effettuato il collegamento elettrico, non resta che fissare il led all’interno del foro praticato in precedenza con qualche goccia di colla a caldo.
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Ora, rimontare tutto e ripetere la stessa procedura sull’altra portiera.

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Sostituzione Filtro Aria

Passiamo alla sostituzione del filtro aria in carta con uno in cotone.
Il materiali necessario per questa operazione sono:
- Filtro aria in cotone
- Cacciavite tipo Philips
- Pinze a Pappagallo

Individuare il box del filtro aria che è posizionato sulla destra del motore sopra la batteria.
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Scollegare il connettore del debimetro (l’unico connettore elettrico in prossimità del box).
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Svitare le 4 viti poste sui lati del box.
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Sollevare il coperchio del box e rimuovere il filtro in carta.
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Per lavorare meglio è anche possibile spostare la fascetta in metallo con delle pinze a pappagallo (occhio che la fascetta è molto dura!)
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Approfittare per dare una pulita, magari con aria compressa all’interno del box inferiore. Attenzione a non soffiare all’interno del coperchio superiore del box (perché è attaccato il debimetro!) e nemmeno dentro il tubo flessibile che va alla turbina (se avete tolto la fascetta).
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Installare il nuovo filtro in cotone la posto di quello in carta. Il filtro cade preciso sui bordi del box inferiore, è impossibile sbagliare.
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La sostituzione del filtro aria su un motore diesel non comporta gli stessi benefici che comporterebbe la stessa operazione su un motore a benzina ma ha comunque dei risvolti positivi.
Iniziamo con il dire che se il filtro viene mantenuto in efficienza, la “qualità dell’aria in aspirazione al motore è superiore in quanto la massa d’aria aspirata aumenta data la maggiore permeabilità del filtro e anche anche la filtrazione è migliore.
Il costo del filtro in cotone della K&N (anche di altre marche) si aggira tra i 50-70€. Inizialmente il filtro è già oliato e pronto per essere installato ma in seguito avrà necessità di manutenzione. Un filtro in cotone può durare molto tempo (il mio ha più di 140.000Km!) ma è necessario mantenerlo pulito ed efficiente. Io pulisco il filtro ogni 10-15.000Km e consiglio di non aumentare il chilometraggio tra una pulizia e l’altra (quando lo pulirete la prima volta capirete anche il perché!). Per pulizia bisogna utilizzare prodotti specifici. Io utilizzo il kit di pulizia sempre dalla K&N (circa 35€) che è composto da uno sgrassante e dall’olio. La pulizia consiste nel smontare il filtro dall’auto, sbatterlo leggermente o utilizzare un pennello a setole morbide per eliminare lo sporco più grosso. Non utilizzare assolutamente l’aria compressa in quanto il getto dell’aria è molto forte e potrebbe danneggiare il tessuto del filtro! Una volta spazzolato il filtro con il pennello si applica da entrambi i lati lo sgrassante (generalmente spray) e lo si lascia agire per una decina di minuti. In seguito è necessario risciacquare con abbondante acqua (non in pressione!) il filtro. Vedrete subito il filtro cambiare colore dal rossiccio sporco a quasi bianco. Se necessario ripetere l’operazione applicando altro sgrassante.
Lasciare asciugare al sole finche il tessuto non è completamente asciutto, anche in questo caso non utilizzare l’aria compressa.
Una volta che il filtro è asciugato è necessario oliarlo. La K&N utilizza un olio spray che è molto comodo da applicare in quanto si diffonde meglio. Applicare l’olio solo sul lato inferiore (il lato da dove aspira aria). Non applicare troppo olio in quanto l’olio in eccesso verrebbe aspirato dal motore rischiando di danneggiare il debimetro che, già di suo, è molto delicato! Una volta applica l’olio su tutta la superficie del filtro, lasciarlo asciugare per qualche tempo magari appoggiandolo sua alcuni fogli di carta assorbente per eliminare quello in eccesso.
Una volta asciugato è possibile rimontarlo sull’auto.
Certamente questa modifica non va fatta nell’ottica di aumentare le prestazioni del motore perché, come accennato all’inizio, la sostituzione del filtro non porterà, sui motori diesel, alcun aumento di potenza proprio per il principio di funzionamento del motore stesso ma è una modifica che va eseguita in un contesto di revisione generale delle prestazioni del motore.
Quindi sconsiglio vivamente di sostituire il filtro di serie con uno in cotone se questa è l’unica modifica che si ha intenzione di fare sul motore stesso perché, oltre il costo e la manutenzione maggiori rispetto al filtro in carta, non si avrà alcun beneficio!

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Apple Mighty Mouse Wireless

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Siete alla ricerca di un mouse da affiancare al vostro nuovo Mac? Bene, non cercate tanto lontano e rimanete in casa Apple.
Non vuole essere una pubblicità ma dopo anni di computer e di mouse “consumati” ho acquistato entrambi i Mighty Mouse. Inizialmente avevo quello con il cavo poi, è uscito quello wireless e come resistere?
Se state cercando un mouse dotato di cavo, li potete trovare dai 3€ in su ed effettivamente il Mighty Mouse costa abbastanza. Con i quasi 50€ che costa potete puntare su ottimi mouse Logitech Laser.
Se invece state cercando un mouse wireless la scelta è secondo me più obbligata…. mi spiego, trovate in giro anche mouse wireless per pochi soldi ma come per quelli che costano, sono tutti dotati di un’interfaccia di trasmissione proprietaria che obbliga ad usare una chiavetta da collegare al Mac. Questo, collegato al fatto che le chiavette sono spesso ingombranti e che i portatili non sono molto generosi di porte usb mi ha fatto optare per il Mighty Mouse wireless.
Il topino Apple sfrutta il collegamento Bluetooth (ormai è integrato in tutti i Mac di nuova generazione) e questo permette, una volta effettuato il pairing di usarlo proprio come se avesse il filo. Non serve attaccare nulla al Mac per usarlo, ma basta accenderlo e lasciare il bluetooth attivo. Il Mighty Mouse wireless funziona con 1 o 2 batterie stilo e posso assicurare che io con le batterie di “serie” ho passato 4 mesi. In più il modello wireless è dotato di puntamento laser invece che ottico e questo permette di utilizzarlo ovunque, anche su superfici lucide dove per usare il fratello minore era necessario usare un tappetino. Le alternative di mouse bluetooth sono ben poche, l’unica che ho trovato è un mini mouse Kensington che costa circa 20€ in meno del Mighty Mouse wireless.
L’unico problema che ho riscontrato e che è anche conosciuto e il funzionamento irregolare della “pallina”. A me questo problema si è verificato sul modello non wireless dopo circa 6 mesi di utilizzo. Il problema è generato dallo sporco che si va a depositare sui sensori della pallina e per risolverlo ho smontato il mouse e pulito (non è complicato e comunque si trovano le istruzioni anche in rete). Il mouse wireless invece, data l’esperienza avuta, cerco di mantenerlo pulito e per ora non mi ha mai dato problemi.

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Sostituzione led allarme

Iniziamo con le cose facili…
Come sostituire quel led rosso posto sulla portiera sinistra che si accende quando chiudiamo le porte?
Facilisimmo! Innanzi tutto dobbiamo procurarci un led da 3mm (di che colore si vuole: rosso, bianco, blu, verde, giallo) e una resistenza adeguata per farlo funzionare a 12V. Ora sinceramente non ricordo il valore che ho usato ma se non sbaglio dovrebbe andare bene da 1K Ohm (correggetemi se sbaglio!). E’ possibile anche usare un led da 5mm ma in questo caso è necessario usare una resistenza da 470 Ohm e riforare il supporto in plastica. Siccome un led ad alta luminosità fa già il suo lavoro io ho puntato su quello da 3mm.
Gli attrezzi necessari sono:
- cacciavite Torx T20
- cacciavite a taglio piccolo
- cacciavite philips corto
- taglierino
- pistola con colla a caldo
- 5 cm di guaina termorestringente o nastro adesivo

Ora possiamo iniziare:

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Con il cacciavite Torx T20 svitiamo le tre viti poste sotto il pannello della porta lato guida.

4x3 handle grip1
Con il cacciavite a taglio sganciamo la parte interna della maniglia della porta spingendo verso l’interno.

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Una volta smossa la parte interna della maniglia possiamo rimuoverla a mano.

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Ora la maniglia è tenuta solo ad incastro quindi, basta tirare. Poi sganciamo anche il connettore posto sul retro della maniglia.

4x3 handle screws
Svitiamo le 3 viti sul pannello della porta.

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Poi, l’ultima vite posta sotto il tweeter della porta. Attenzione: non dimenticarsi di questa vite perchè è facile rompere il supporto interno in plastica!

4x3 inside door
Ora si può tirare il pannello verso di sè in basso facendo un pò di forza e tenendo ferma la porta. Poi tirare il pannello anche verso l’alto per sganciarlo dalla guarnizione del vetro.

4x3 led holder orig
Con in pannello rimosso, far uscire dall’alto il led sganciandolo internamente.

4x3 led holder cut
Siccome il led è annegato con la resina all’interno del supporto di plastica, è necessario tagliare un pò di plastica con l’uso del taglierino.

4x3 led holder sep
Una volta tagliata la plastica è possibile far uscire il led. Tagliare ora i fili subito dopo la resina.

4x3 new led
Tagliati anche i fili, preparare il led, stagnarci la sua resistenza e proteggere le parti scoperte con la guaina termorestringente o il nastro adesivo.

4x3 new holder1
Il led montato dovrebbe presentarsi in questo modo.

4x3 holder glue
Con una pistola di colla a caldo, riempire lo spazio lasciato dalla resina precedentemente tolta in modo da tenere fermo il led.

4x3 glued
Una volta raffreddata la colla, rimontare il pannello della porta seguendo al contrario la procedura sopradescritta e riposizionare il led con il suo supporto. Ricordarsi di far passare la sicura della porta.

4x3 finish
Una volta rimontato, tutto sarà come prima solo che quando andremo a chiudere le porte si accenderà un led colorato.

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Premessa…

Ho acquistato la mia Golf IV TDI 115CV del ’99 nel 2001 presso il concessionario per cui lavoravo al tempo. La macchina era stata importata dalla Germania e al momento dell’acquisto aveva già 90.000Km. In sei anni la macchina ha subito diversi lavori che cercherò di presentare in queste pagine. Gran parte delle modifiche sono state effettuate seguendo i tutorials presenti sul sito Foxy’s Website e, siccome le modifiche sulla mia auto sono già state eseguite, utilizzerò alcune foto provenienti da questo sito per spiegarvi come ho operato ed i problemi che ho incontrato.
Lo so, ormai la macchina ha i suoi anni ed è uscita una nuova versione ma per me la Golf è sempre stato un mito che non passa mai di moda. Ne è la dimostrazione il fatto che per strada si possono trovare ancora molti modelli non più proprio recenti!
Detto questo, spero che questi piccoli tutorials vi aiutino per personalizzare la vostra auto, o come va tanto di moda da un pò di tempo a questa parte, a tunizzarla…
Ovviamente in queste pagine troverete solo la Golf IV TDI con motore tipo AJM (iniettore pompa da 115CV) ma molte modifiche sono applicabili anche a molte altre auto del gruppo Volkswagen: per esempio le modifiche al motore sono effettuabili su tutte le auto del gruppo dotate di motore diesel con pompa iniettore da 100-115-130-150-140-170 CV siano esse VW, AUDI, SEAT, SKODA, FORD (Galaxy). Gli interni sono uguali per tutte le Golf IV, siano esse diesel o benzina, e anche alla Bora (le modifiche sono minime).

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Iomega MiniMax Hard Drive

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Questo è il disco esterno che ho scelto per il mio progetto MMC, è uno Iomega MiniMax da 500gb.
Il disco è dotato sia di connessioni USB 2.0 che FireWire e di un sistema di raffreddamento del disco. Uno switch posto sul retro del case permette la selezione del funzionamento in automatico o in manuale della ventola interna.
Il disco può essere collegato sia in FireWire, sia in USB e sia in entrambi: in quest’ultimo caso il sistema selezionerà il collegamento migliore oppure è possibile, tramite uno switch, utilizzare il collegamento in FireWire per i dati e utilizzare il collegamento USB solo come hub.
Il case è in grado di replicare 2 porte FireWire e 3 porte Usb 2.0 (forse più utili sui vecchi Mini dato che quelli nuovi sono già dotati di 4 porte).
Il costo di questo disco è di 140,00€. In commercio ci sono anche altri modelli che utilizzano un case simile adattabile al Mac Mini come, per esempio, la Packard Bell che propone la variante del collegamento in rete ma di colore nero o il LaCie mini.
Unico appunto che devo fare è sulla qualità costruttiva del case che come potete vedere dalle foto non è perfettamente accoppiato. Una deficenza che avevo riscontrato anche sui case Packard bell (ecco perchè dico che sono molto simili…).

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Ecco i dati tecnici:

Interfaccia:
* USB 2.0 (compatibile con USB 1.1) – 3 porte (per l’uso dell’unità come hub) + 1 porta per il collegamento al computer
* FireWire/1394a – 2 porte (per l’uso dell’unità come hub) + 1 porta per il collegamento al computer

Capacità:
* 500 GB

Peso:
* 1.050 Kg

Dimensioni:
* Larghezza: 165 mm
* Lunghezza: 165 mm
* Altezza: 40.6 mm

Velocità di rotazione:
* 7200 rpm o superiore

Velocità max. di trasferimento burst:
* USB 1.1: 12 Mb/s
* USB 2.0: 480 MB/s
* FireWire/1394: 400 MB/s

Memoria cache:
* 2 MB o superiore

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Il Mac Mini in salotto

Vi presento di seguito alcune foto del Mac Mini sul mobile del salotto:

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Questa è la mia “torre”: sotto il Mac, poi il disco Iomega da 500GB ed infine un disco da 40GB Lacie (forse stona un pò?)

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Questo è come si presenta il mobile senza lettori DVD, videoregistratori, decoder, ecc ma solo con il Mac Mini!

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Questa è la marea di cavi che arrivano alla “torre”.

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Condividere i dischi esterni

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Come tutti sappiamo quando si acquista un nuovo Mac si ha diritto, in caso di necessità, a 90 giorni di supporto tecnico gratuito al numero 199120800. Ma quanto sarà valido questo supporto?
Oggi, mi sono imbattuto in un problema con il mio nuovo Mac Mini: volevo condividere due dischi esterni, uno USB e uno FireWire, con gli altri Mac che ho in casa. Quando ci si collega ad un altro Mac in rete, si può scegliere se collegarsi come “Ospite”, in questo caso si avrà accesso alla sola cartella pubblica dell’utente o del Mac, oppure ci si può loggare con il nome utente e password di un utente configurato sul Mac (a cui ci si collega), in questo secondo caso si potrà scegliere se montare la cartella inizio dell’utente o dell’intero Mac. Il problema è che se ci si logga come un utente che non è dotato dei privilegi di amministratore, non è possibile vedere i dischi esterni, siano essi USB o FW.
Per arrivare a questa conclusione che al supporto tecnico non sapevano, ho passato la bellezza di 52 minuti al telefono a spese mie… il numero non è verde ma costa ben 14 centesimi al minuto! Poi, è caduta la linea ed hanno provveduto loro a contattarmi con una seconda persona dell’Apple Care che mi ha consigliato di reinstallare l’intero sistema operativo?!?! Ma come, sono passato al Mac per evitare di dover reinstallare sempre tutto windows da capo!!
A questo punto ho fatto notare anche a questa seconda persona che secondo me, solo gli utenti con i privilegi di amministratore posso accedere ai dischi esterni (solo se formattati HFS o HFS+ e non FAT o FAT32) ma, non soddisfatta ha verificato di persona con un disco esterno e…. mi ha dato ragione!! Possibile che solo io mi sia posto questo problema e che a loro non sia mai capitato?!?!
Purtroppo, di questo argomento ho trovato ben poco in rete prima di chiamarli; l’unica cosa che ho trovato è l’utilizzo di un software dedicato che permette di scegliere cosa condividere sul proprio mac: Sharepoints.
Io, per non utilizzare ulteriore software ho creato un utente con i privilegi di amministratore sul Mac a cui sono sono collegati i dischi esterni, ho utilizzato questo utente per potermi collegare in rete al Mac e una volta collegato ai dischi, in “Preferenze di sistema>Accout>Elementi login” ho aggiunto i due dischi di rete:

utenti

In questo modo, ogni volta che accedo all’utente, i dischi vengono collegati automaticamente.
E’ più diffice dirlo che farlo…

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MMC Software: CenterStage

centerstage
CenterStage è un progetto open source nato nel 2005 da Neil Curry, ispirato dal Mac Mini come parte integrante di un sistema Home Theatre.
Il progetto è quello di creare un software media center potente ma intuitivo per la piattaforma Apple in grado di gestire dai contenuti multimediali quali foto, musica, video e DVD, alla televisione.
Il software è composto da due parti: CenterStage e BackStage.
CenterStage è il media center vero e proprio con un’interfaccia molto semplice composta da 5 icone principali: musica, video, foto, tv e impostazioni. L’interfaccia è completamente gestibile dall’Apple Remote.
Le sezioni musica e foto prelevano le informazioni dalle librerie iTunes e iPhoto rispettivamente. Quindi tutto ciò che abbiamo in iTunes o iPhoto è subito disponibile anche in CenterStage.
La sezione video invece si appoggia ad un software aggiuntivo: BackStage.

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Questo costringe a dover importare ed organizzare all’interno di questo software anche i contenuti video, cosa che ben pochi utenti fanno.
BackStage inoltre utilizza le cartelle smart, comode per poter organizzare la propria libreria.
La sezione TV, per ora, non supporta la ricezione dei programmi televisivi ma solamente gli spettacoli tv di iTunes e le registrazione effettuate con EyeTV. Questa è la principale limitazione di CenterStage che lo mette in competizione con altri software simili come FrontRow, iTheatre, mMedia e xHub invece di confrontarsi con l’unico software media center completo che è MediaCentral della Equinux.

main
Schermata principale

tv
Schermata TV

foto
Schermata musica

video
Schermata video

impostazioni
Schermata impostazioni

Per chi vuole può scaricare qui la guida del programma. (per scaricare il file fare click con il tasto destro su Download e poi su salva destinazione con nome)
L’altra parte del software che ha ancora bisogno di sviluppi è il menu impostazioni che non presenta alcuna voce utilizzabile se non la risoluzione dello schermo.
In conclusione possiamo dire che il software è pienamente sostituibile a FrontRow ed anche più veloce nella gestione dei contenuti. La grafica non è certamente ai livelli di casa Apple ma è molto intuitiva. Manca solamente il supporto ai ricevitori tv per poter abbandonare definitivamente gli altri telecomandi di casa.

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